La Storia di Cèculo

Porre la data di nascita di Palestrina è difficile. Molti autori antichi,Tito Livio, Propezio,Catone,Virgilio,narrano episodi sui natali Prenestini,ma pur tutta via, resta difficile credere che la città sia stata fondata dal figlio di Ulisse e della Maga Circe, Telegono o da Cèculo, figlio di Vulcano. L'unica cosa certa e' che gli antichi tenevano in gran considerazione la città di Praeneste alla quale volevano attribuire radici mitiche. E' ovvio, daltronde che una città nata prima della fondazione di Roma, forte militarmente e culturalmente (e Roma se ne' accorse molto presto). Non poteva essere,per l'orgoglio dei Romani un semplice popolo di pastori, doveva per forza avere una nobile paternità. "Dall'insieme di tali leggende, per lo più scarsamente compatibili, ma soprattutto in base alla loro comune collocazione nell'età eroica dominata dalle figure di Odisseo e di Enea - e dei loro discendenti-si può cogliere la rivendicazione da parte dei Prenestini di una dignità non solo cronologicamente anteriore,ma anche intrinsecamente superiore a quella di Roma. E' una tale rivendicazione non sorprende se si tiene presente la fama propria dei Prenestini gloriosi:quella fama di fierezza prossima alla boria - e in tal senso divenuta proverbiale - di cui ci danno testimonianza, fra gli altri, Livio e Plauto"

 

" Il tempio della Fortuna Primigenia cioè generatrice e nutrice degli dei, si stendeva su tutta la superficie ora occupata dalla città e incominciava[...]da Via degli Arcioni rastremandosi verso l'alto, ricco di gradinate, di portici, di esedre, di archi, di colonne, di statue, di fontane. Poggiava su di un muraglione in opus quadratum preceduto da un portico di cui restano alcune volte o archi che hanno dato il nome alla via. A mezzo di scale laterali si accedeva al 1° ripiano, ove ora sono il parco e le rovine del palazzetto Barberini distrutto dalla (2°n.d.r. ) guerra. Da qui una gradinata portava al 2° ripiano all'altezza dell'attuale Piazza Regina Margherita, del Duomo e del Corso: questo ripiano è detto delle aule perché vi risiedeva l'oracolo. Per altre scalinate si giungeva al 3° ripiano ( Via del Borgo )e infine al 4° ripiano ( Via Barberini e Piazza della Cortina ) dove troneggiava un porticato rettangolare sul quale si alzava un grande emiciclo coronato a volta, da un tempietto con la statua della dea, oggi Palazzo Baronale dei Barberini e sede del Museo." E.P.T Ass. Pro - loco. 

Giovanni Pierluigi da Palestrina,(Palestrina, Roma 1525 ca. - Roma 1594), compositore italiano,fu tra i più grandi autori del Rinascimento, studiò canto presso la chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma dal 1537 circa. Nel 1544 divenne organista e direttore del coro della cattedrale della sua città, lasciando la carica nel 1551 per diventare maestro della Cappella Giulia a San Pietro. Passò in seguito a San Giovanni in Laterano (1555-1560), a Santa Maria Maggiore (1561-1566) e al seminario dei gesuiti (1565-1571). Dal 1567 al 1571 ebbe anche l'incarico di direttore musicale della villa del cardinale Ippolito II d'Este. Nel 1571 tornò alla Cappella Giulia dove rimase fino alla morte. Il suo secondo matrimonio con una ricca vedova, nel 1581, gli permise di pubblicare una notevole quantità di musica (sedici raccolte negli ultimi tredici anni di vita).

La musica di Palestrina, rimasta sempre legata allo spirito mistico e fortemente ritualistico della Chiesa, è interamente vocale (nessuna parte è scritta per specifici strumenti) e tutte le parti vocali hanno un carattere simile, così da produrre una sonorità omogenea. La musica è quasi sempre contrappuntistica, con linee melodiche simultanee di pari importanza. Benché Palestrina usasse solo pochi accordi in ciascuna composizione, fondamentale era il modo in cui le singole note di ogni accordo erano distribuite tra le varie voci. Così facendo, egli otteneva sottili mutamenti melodici pur mantenendo una generale continuità sonora. La musica sacra di Palestrina comprende 102 messe, 250 mottetti, 35 magnificat, 68 offertori, 45 inni e altre composizioni. Appartengono alle composizioni profane numerosi madrigali.

 

Vediamo un'antica stampa riproducente la Fontana del Tritone 





 

 

 

 

Ristorante al Belvedere di Cèculo

Via Giovanni XXIII, 25 Palestrina (Roma)

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